lunedì 12 maggio 2014

Frida Kahlo - Viva la Vida!


 

Nickolas Muray, Frida Kahlo sulla panca bianca del 1938 diventata
poi una famosa copertina della rivista Vogue

una vita piena di dolori, di sofferenza, di angoscia, di inquietudine, di operazioni, di odio, di pace, di amore, di passione, di gioia, di allegria, di nastri, di fiocchi, di colori, di rosso, di arancione, di collane, di orecchini, di ideali, di valori, di coraggio, di forza, di delusioni, di tristezza, di disperazione, di pazzia, di farfalle, di colibrì, di scimmie, di Itzcuintli, di spine, di simboli, di colombe, di arte, di pittura, di pennelli, di tele, di bozzetti, di busti, di gonne messicane, di scialli, di merletti, di sorrisi, di pianti, di rossetti, di amici, di canzoni, di birra, di farmaci, di politica, di fermezza, di determinazione, di cicatrici, di durezza, di spessore, di conflitti, di separazioni, di aborti, di amputazioni, di linguaggio colorito e intenso, di risate piene, di donne e di uomini, di tradimenti e riconciliazioni, di lacrime e di sangue.
attraverso i suoi quadri riesci a sentire le sue grida e le sue urla. le sue risate e le sue canzoni. i rumori escono dai suoi disegni prepotentemente per entrare nel tuo stomaco come lame taglienti fino a farti male e toglierti il respiro! ma dai suoi occhi e dai suoi sguardi traspare tutta la sua dolcezza, il suo amore per Diego Rivera, la sua passione per l’arte, la sua fierezza di essere donna, indipendente e la sua grande voglia di  diventare madre. la voglia di vivere e di combattere sempre nonostante tutto!  
Frida così eccentrica, bizzarra, selvaggia, amante della sua terra, violenta, testarda, caparbia e tenera. avida di vita, di pittura, visionaria e realistica. angelo e demone nello stesso tempo. ostentatrice di allegria come un pavone che mostra la coda. esorcizza la tristezza e la paura di morire con l'humor e la fantasia.
Frida che trasforma il suo dolore in arte
vi consiglio vivamente di andare a vederla presso le Scuderie del Quirinale a Roma. non ci sarà più un'altra occasione in Italia come questa e il quadro “Mosè o il nucleo solare” del 1945 (Olio su faesite, Houston, Texas, Collezione privata) non verrà più messo a disposizione del pubblico!

la mostra si chiude con il disegno a matita “Autoritratto con colomba e lemniscata” del 1954 ritenuto l’ultima opera d’arte realizzata dalla pittrice messicana. la colomba per Frida è simbolo dell’anima smarrita, sospesa sulla testa dell’artista mentre intorno sole e luna tramontano. nel disegno i segni dei tratti del viso non sono più marcati, anzi alcuni nemmeno ci sono più. Frida non riesce più a disegnare e sa di essere ormai vicina alla fine con la rassegnazione alla sconfitta. disillusa del suo amore per Diego Rivera perché ha la consapevolezza che questo amore così travolgente, in cui aveva creduto e dato tutta se stessa non ha portato a nulla se non al dolore e alla sofferenza più atroce del suo terribile incidente.
 
accanto a questo disegno vi è esposta una poesia
“La Paloma” di Rafael Alberti, un poeta spagnolo
è una canzone piena di emozione 
 
SI SBAGLIO’ LA COLOMBA
Si sbagliava.
Per andare al nord fuggì al sud.
Credette che il grano fosse acqua.

Si sbagliava.
Credette che il mare fosse il cielo;
e la notte, la mattina.

Si sbagliava.
Credette che le stelle fossero rugiada;
e il calore neve.

Si sbagliava.
Credette che la tua gonna fosse la tua blusa
e il tuo cuore la sua casa.

Si sbagliava.
(Lei si addormentò sulla spiaggia.
Tu, sulla cima di un ramo)
SE EQUIVOCÓ LA PALOMA
Se equivocó la paloma.
Se equivocaba.
Por ir al norte, fue al sur.
Creyó que el trigo era agua.
Se equivocaba.

Creyó que el mar era el cielo;
que la noche, la mañana.
Se equivocaba.
Que las estrellas, rocío;
que la calor; la nevada.
Se equivocaba.

Que tu falda era tu blusa;
que tu corazón, su casa.
Se equivocaba.
(Ella se durmió en la orilla.
Tú, en la cumbre de una rama.)

 
RAFAEL ALBERTI
Frida Kalho
20 marzo - 31 agosto 2014
 
a cura di Helga Prignitz-Poda
 

mercoledì 26 febbraio 2014

frittelle di mela rosa dei Monti Sibillini e semi di anice verde di Castignano

se il buongiorno si vede dal mattino alloraaaaaaa andiamo bene! no nel senso che, quando mi è arrivata l'altro giorno, la ricetta via mail, tramite mia cugina Maria Pia, giunta a Lei via telefono dalla suocera di Sassoferrato, che a sua volta è pervenuta nella cucina della suocera di mia cugina, dalla figlia della sua cugina veneziana...[un attimo che respiro]...ecco si, ci sono...riprendo il fiato...non chiedetemi come è approdata nelle mani della suocera di mia cugina che non lo so, ecco...dicevo che ero in uno stato a dir poco compiaciuto e sorridente! ma poi il "diavoletto" ci mette lo zampino (in questo caso mia madre) che mentre amalgamavo il tutto mi dice: "è troppo sodo l'impasto, aggiungi un po'di latte" . aggiungo, aggiungo, ai suoi ordini, rispondo! ;-) ma poi quando andiamo a mangiarle (le frittelle) l'impasto dentro era crudo! mannaggia, mannaggia e rimannaggia! riprendo tutti gli ingredienti senza scompormi, anzi più carica di prima e decido di cambiare pure qualcosina, facendo di testa mia! non aggiungo il latte e con il parere concordo di mia cugina e quello sfavorevole di mia madre al posto del rum metto il Varnelli, aggiungo un cucchiaino di anice verde di Castignano e sostituisco i pinoli con delle mandorle. mescolo bene il tutto e quando il composto è formato, vado a friggere nell'olio le frittelle per poi arrotolarle nello zucchero a velo. e finalmente dopo due tentativi le frittelle di mele rosa soooooono quiiii !! - veramente solo sul computer perché sono già finite! appena cotte sono una vera delizia - in tutto il loro splendore e profumo! quello aromatico della mela rosa dei Monti Sibillini e quello meraviglioso dell'anice verde di Castignano!


frittelle di mela rosa dei Monti Sibillini e anice verde di Castignano
(incrocio tra le  “fritole veneziane” e le“frittelle di mele”)

ingredienti:
300 g di farina 00
70 g di zucchero semolato
due uova
tre mela rosa dei Monti Sibillini (altrimenti le mele renette)
una bustina di lievito
40 g di mandorle spezzettate
un bicchierino di Mistrà Varnelli
la scorza grattugiata di un limone non trattato
un cucchiaino di semi di anice verde di Castignano
un pizzico di sale
un litro di olio di arachide per friggere
 
prendere una ciotola e versare la farina, lo zucchero, il lievito e un pizzico di sale. al centro formare una fontana e versare le due uova, grattugiare la scorza di un limone non trattato e cominciare a impastare con la forchetta. aggiungere all'impasto le mandorle spezzettate e le mele rosa tagliate a pezzetti. versare il bicchierino di Mistrà Varnelli e lasciare riposare 10 minuti. l’impasto deve risultare non troppo sodo ma nemmeno troppo mollo. nel frattempo mettere sul fuoco una padella con abbondante olio di arachide in modo che le frittelle vi galleggino bene dentro, e quando sarà ben caldo, ungete le vostre mani con dell'olio evo e prendete un po' dell'impasto e versarlo nell'olio. quando le frittelle avranno assunto un colore dorato, toglietele dal fuoco. metterle in un cabaret di cartone con carta assorbente da cucina e spolveratele con lo zucchero a velo.

GABRIELE D'ANNUNZIO - Carnevale vecchio e pazzo
Carnevale vecchio e pazzo
s'è venduto il materasso
per comprare pane, vino,
tarallucci e cotechino.e
mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
beve, beve all'improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.
così muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato
e di polvere è tornato.
 
 dolce carnevale a tutti :-)